LA CASTA GENOVESE MOSTRA IL SUO VOLTO PEGGIORE: UN'ASSESSORE INGORDA, UNA CONSIGLIERA (DI MUNICIPIO) SPACCIATRICE
L'assessore
comunale genovese al Personale si chiama Isabella Lanzone; questa 'signora',
oltre a percepire l'indennità dovutale per la carica pubblica ricoperta, svolge
anche una seconda mansione (definirli lavori è un insulto a chi fatica
realmente): è dirigente dell'Azienda Sanitaria Locale 3, oltre ad avere
incarichi pure all'Asl di Udine.
Quest'essere indegno si lamenta perché viene additata al pubblico ludibrio in
quanto, essendo stata investita di un importante ruolo della Giunta del
marchese Marco Doria, non rassegna le dimissioni dagli altri posti pubblici: la
sua giustificazione è che ha un mutuo da pagare e, dopo essersi fatta due conti,
le conviene così.
E vorrei ben vedere il contrario; anche supponendo che un assessore percepisca
il medesimo appannaggio di un semplice consigliere, la cifra è già
considerevole: tra la paga base, i gettoni di presenza in aula e nelle
Commissioni, ed i vari rimborsi, sono sempre circa ottomila Euro.
A questi vanno aggiunti altri circa tremila Euro come dirigente dell'Asl: un
totale, incamerato tutti i mesi, di circa undicimila Euro; tenuto conto di
tutto ciò, viene naturale chiedersi che razza di casa abbia acquistato con il
mutuo, se la somma sopra calcolata le è necessaria per onorare il suo impegno
economico.
Se il novello doge fosse una persona seria, la obbligherebbe a scegliere se
dedicarsi ad una professione o all'altra: tenere ambedue i posti è indecente ed
immorale; ci sono migliaia di operai in cassa integrazione guadagni, che
percepiscono una indennità corrispondente a meno di un decimo rispetto a quanto
lei incamera, e riescono ugualmente ad onorare i loro impegni.
Detto dell'assessore ingorda, resta da segnalare il comportamento a dir poco
riprovevole tenuto da una consigliera del municipio Medio Ponente, eletta nelle
liste del Movimento Cinque Stelle, Diletta Botta: costei è una trentacinquenne
titolare del bar "Al solito posto" di via Molfino a Sestri Ponente,
nel cui esercizio commerciale - a seguito di una perquisizione - sono stati
rinvenuti quantità significative di cocaina, ecstasy, ed altre amenità simili:
di qui l'arresto con l'accusa di spaccio.
E' pur vero che la Botta è stata immediatamente estromessa dalla carica
pubblica, ma è altresì chiaro che - come afferma il commissario genovese del
Partito (sedicente) Democratico, Giovanni Lunardon - "questa vicenda fa
cadere il dogma della santità dei grillini": e l'esponente del convento di
piazza della Vittoria 7/7 di santi se ne intende.
Genova, 04 agosto 2012
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
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